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Luoghi e percorsi per persone con disabilità
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Le Tradizioni
La Madonna del SoccorsoLa mattina del 1° febbraio 1626 tutti i saccensi si levarono di buon'ora e, scalzi, iniziarono il pellegrinaggio (“vutu”) dal Duomo alla chiesa Sant'Agostino, per impetrare la liberazione della città dalla peste. L'indomani, nel primo pomeriggio i marinai saccensi portarono in processione per la città la vara con la statua della Madonna del Soccorso. Giunti alla Maestranza Piccola (oggi Via Licata), si sprigiona un fulmine dal cielo sereno e dalla base della statua si leva del fumo. In quell'istante la città fu liberata. In memoria di quel prodigio, da quella data, ogni primo di febbraio i saccensi rinnovano il voto, pronunciato quel giorno, di compiere il pellegrinaggio, e l'indomani portano in processione il simulacro marmoreo della Madonna, eletta patrona della città. Un centinaio di marinai, scalzi, portano a spalla la vara pesante alcune tonnellate. La stessa processione è ripetuta il giorno di ferragosto."U'ncontru"
Suggestive sono le manifestazioni del Venerdì Santo con le cerimonie della crocifissione e della deposizione con la processione del Cristo morto dentro l'urna, seguito dalla Madonna Addolorata.
Il Cristo è lavoro in cartapesta degli scultori Paolo d'Aquino e Antonino Abruzzo, realizzato nel 1572. la domenica di Pasqua, in piazza avviene “u'ncontru”, l'incontro tra il Cristo risorto, la Madonna e San Michele Arcangelo, anch'essi portati a spalla dai fedeli.
Altra festa religiosa, è la “Sceusa” o Ascensione. Questa festività è organizzata soprattutto Antinnadai contadini, che usavano bruciare quel giorno in enormi falò rami secchi e robe vecchie. Nella stessa giornata ornano i loro animali con fiori e fiocchi colorati e li portano in giro per la città.
I marinai invece festeggiano San Pietro, loro protettore, che portano su una barca a benedire il mare.
Durante la festa è piacevole assistere alla “antinna”, una sfida tra giovani a raggiungere l'estremità di un palo cosparso di sapone e proteso sul mare.

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