SciaccaRegione SiciliaFoto SciaccaIndirizzo
Menu
Luoghi e percorsi per persone con disabilità
RICHIESTA INFORMAZIONI
NOME E COGNOME:
E-MAIL:
RICHIESTA:
 QFbiV  COPIA:
La Ceramica
AlbarelloI ceramisti di Sciacca del Cinquecento, al pari dei loro predecessori, seppero quasi tutti elevare la ceramica siciliana ad autentica espressione d'arte. Verso il 1580, Vincenzo di Marco, alias Bruno, maestro ceramista saccense si trasferì a Palermo; qualche anno dopo, anche i fratelli lo Boj installarono officine nella capitale dell'isola allo scopo di produrvi maioliche, come del resto facevano nella loro Sciacca. In quello stesso periodo, l'attività delle officine maiolicare saccensi si irradiava a Trapani, ad opera del ceramista Nicolao Lu Xuto yunior. Lu Xuto di Sciacca li produsse -stando ad alcuni studiosi della ceramica siciliana- vasellame e altri manufatti nello stile in voga a Sciacca e in Sicilia.
I Lo Boj a Palermo e a Sciacca, sfornarono maioliche che imitavano quelle delle officine napoletane, veneziane e faentine:albarelli e boccioni, soprattutto, ma anche altri maiolicari saccensi ne produssero nello stile di Faenza.
A Sciacca, nella metà del '500, per quella pressante presenza di maiolicari di origine ligure, si era avuta una certa adesione alla decorazione di pura marca albisolese e durantina, con il maiolicaro padre Francesco De Xuto (o Lu Xuto), autore, tra l'altro del quadro maiolicato con la figura di San Calogero esistente tutt'ora nell'antro di Monte Kronio.
A differenza dei ceramisti d'oggi, i maestri del secolo XVII preparavano i colori, gli smalti, le cristalline con grande scrupolo: splendidi gialli, bruni, verdi, che ora possiamo giudicare osservando le maioliche di Urbino, di Pesaro, di Faenza, di Albisola, di Venezia, di Napoli e della Sicilia.
CeramistaFino al 1630 la maiolica di Sciacca non subì mai alcun arresto, né lasciò posto alla produzione caltagironese e alla burgitana, né alla palermitana già in crisi.
Attivi nel 1630, nelle officine di Sciacca furono i ceramisti Calogero Trisca, Stefano lo Boj, Gaspare e Vito Giuffrida, Pietro e Vincenzo Daidone, figli di maestro Stefano Daidone.
Stefano Daidone senior era giunto a Sciacca da Caltagirone nel 1611 per offrire il proprio lavoro di ceramista al maiolicaro saccense orientale quanto nella occidentale, ma anche in qualche centro del Napoletano. La produzione artistica del maiolicaro Giuseppe Bonachia è nota, oggi, soltanto attraverso i quadri maiolicati dell'ex cappella dei Mercanti genovesi (dedicata a san Giorgio) residenti a Sciacca, raffiguranti scene di Santi, del Vecchio e Nuovo Testamento.

Sito web dell' Associazione Ceramisti di Sciacca: http://www.ceramistidisciacca.it/

"KERAMOS" Associazione Ceramisti di Sciacca: gaspare.cascio@libero.it
Tel. 0925 82829 - Cell. 3396659389
DISCLAIMER: L'ente non è responsabile dei contenuti presenti nei siti esterni o nel materiale promo-pubblicitario fornito dagli organizzatori/promotori delle diverse iniziative citate nel presente sito, nè risulta collegato a questi ultimi in alcun modo.